Beach cleaning, Arte e strategie ad incentivo
Che la plastica sia una delle piaghe attuali del nostro pianeta è una cosa assodata, che spiagge mari e corsi d’acqua ne siano contaminati, pure.
Non esiste sulla Terra un solo angolo in cui non sia stata riscontrata la presenza di plastica, compreso montagne e zone remote come i poli terrestri; Ma approntare metodi per recuperarla, ad oggi, malgrado continue iniziative, risulta arduo.
| Alcune stime indicano che ogni anno finiscono nelle acque del pianeta circa 8 milioni di tonnellate di plastica. |
Molte, infatti, sono le iniziative più disparate che vedono gruppi e associazioni impegnati periodicamente in attività di recupero. Attività che spesso si riducono a mere iniziative isolate nel tempo con scarsa efficacia sulla risoluzione del problema.
Lanciare campagne sporadiche per ripulire aree invase dalla plastica, riempiendo sacchi che vengono poi conferiti nella raccolta differenziata, è un’operazione sicuramente lodevole ma con il solo risultato di scuotere le coscienze e sensibilizzare sul problema lasciandolo però senza soluzioni concrete.
Come risolvere il problema o cosa fare per invertire la tendenza non è cosa semplice.
La soluzione più efficace è indubbiamente l’impegno di tutti ma un impegno condiviso e motivato che coinvolga istituzioni e realtà produttive ma soprattutto, in una forma attiva, i cittadini.

Noi di 4BlueSolutions pensiamo che la strada da percorrere sia quella di studiare ed imitare i fenomeni naturali, e questi insegnano che in natura tutto è connesso, che ad ogni azione ne corrisponde un’altra in reazione alla precedente e che queste devono ad ogni modo confluire verso un’armonia del sistema.
Ad ogni azione ne corrisponde un’altra in reazione alla precedente.
Pertanto siamo convinti che ognuno debba essere artefice del cambiamento e che per essere attivo i nostri sforzi debbano in qualche modo essere ripagati. Quindi la soluzione al problema dei rifiuti, in special modo quelli plastici deve passare per l’impegno riconosciuto di tutti.
L’idea migliore è quella di valorizzare un impegno costante e continuo nel tempo da parte di ogni essere umano e una delle soluzioni più concrete è senza dubbio l’incentivo.
Più faccio e più ne beneficio.
Ma come fare per coinvolgere attivamente i cittadini?
Una delle prime iniziative in questo senso è stata messa a punto dal comune di Terre Roveresche con la tariffa ad incentivo: meno rifiuti produci meno tasse paghi.
Ma per la plastica vagante, quella dispersa nell’ambiente, ormai disseminata in ogni dove, la cosa sembra ardua. Cosa fare e come?
Le azioni ad incentivo possono essere una delle strade migliori da perseguire.
Analizzando i sistemi naturali le soluzioni non mancano, sembrano già alla nostra portata e per giunta senza grandi investimenti, basta imitarli.
Proprio in tal senso si è mossa la nuova iniziativa di sensibilizzazione dell’artista torinese Domenico Marino.
Non nuovo ad attività il cui obiettivo è suggerire soluzioni in ottica sociale e ambientale. L’installazione artistica del 2013 intitolata “Angelo di strada” ne è un esempio.

In questi ultimi mesi, approfittando di un lungo soggiorno nella cittadina del Vasto, sulla costa adriatica d’Abruzzo, dove da molti anni vive l’anziana mamma, si è imbattuto, come capita a molti, durante le consuete passeggiate nelle insenature che caratterizzano la zona, in quantità esorbitanti di plastiche che trasportate dal mare o abbandonate da indolenti cittadini, sono state sparpagliate in ogni dove. Inutile elencare gli effetti di tale incuria.
Perché? E’ stata la sua domanda.
Perché tutto ciò è perché il tutto nella totale indifferenza di cittadini ed istituzioni? Perché questo immobilismo civico malgrado la questione ambientale sia oggi più matura che mai?
Nasce così l’idea di mostrare che una comunità, se unita negli intenti, può raggiungere l’obiettivo di essere concretamente eco-compatibile, nel più breve tempo possibile e con la soddisfazione di tutti.

Così, munito di un attrezzo a pinza, sacchi di stoccaggio, e smartphone si reca nel tempo libero, da ormai due mesi, in una delle più belle insenature che circondano la costa vastese – “cala San Nicola”– raccogliendo rifiuti che stipa negli appositi sacchi, differenziandoli.
I sacchi vengono poi catalogati e disposti su di un piazzale/parcheggio adiacente a cala San Nicola, vicino ai punti di raccolta convenzionale del comune, agevolando gli operatori dedicati alla raccolta.


Un po’ di arte prima di svanire, si spera per sempre.
Alcuni rifiuti però, prima di finire nei sacchi, prendono la forma di installazioni estemporànee:
Ora un cuore, ora un pesce o una qualsiasi figura possa richiamare l’attenzione e stimolare iniziative creative. Forme che L’artista definisce “ visioni blue per un sogno”
La fotografia di tali installazioni chiude il ciclo artistico dell’opera estemporànea, prima di scomparire, quasi a simboleggiare la breve vita che dovrebbe avere un rifiuto, senza lasciare traccia alcuna.




Un impegno contagioso
L’eco di tale impegno da parte dell’artista torinese non ha tardato a farsi sentire, alcuni cittadini della zona lo hanno prontamente segnalato sul quotidiano on-line Vastoweb, tanto che il cugino Luca, nel proprio tempo libero, si è già unito nell’azione di ripulitura ambientale, mentre qualcun altro, sui social, ha proposto Domenico per un riconoscimento civile da parte del comune.
Come spesso accade quando si fanno cose buone, un’azione tira l’altra e grazie alla potenza dei social l’artista ha colpito nel segno anche oltre i confini italiani.
Un cittadino Giapponese, che fa la stessa cosa da tempo, ammirato dall’iniziativa di Domenico gli ha postato un video in cui lancia una azione di gemellaggio virtuale, preannunciando che d’ora in poi farà lo stesso: armato di pinze, amore per l’ambiente e senso civico continuerà in modo più costruttivo a ripulire la città in cui vive dai rifiuti; Chissà magari creando opere artistiche estemporanee sulla scia di quanto fatto dall’artista italiano.


L’artista torinese, con quest’opera vuole andare oltre la semplice e fugace raccolta di rifiuti, stimolando l’iniziativa di ognuno a creare qualcosa di unico; Qualcosa che unito ad altre unicità possa crearne di più grandi.



Noi di 4BlueSolutions abbiamo ritenuto di assegnare all’artista Domenico Marino una tartaruga blue,
il nostro riconoscimento alle realtà e ai cittadini che si distinguono per l’impegno nel ridurre la propria impronta ecologica, con la seguente motivazione:

Per il coraggio di andare controcorrente, guardando lì dove altri girano lo sguardo. Per l’utilizzo dell’arte al fine di stimolare le coscienze sui concetti di impronta ecologica e cooperazione.
La cooperazione è, infatti, il percorso che dobbiamo perseguire, la strada caratterizzata dall’idea per cui tutti danno qualcosa e tutti ne traggono benefici.
Ma come tradurre in realtà la visione dell’artista torinese?
Copiando i cicli produttivi della natura, dove lo scarto di un sistema diventa risorsa per un altro, creando benefici in cascata per tutti.
Immaginiamo un’idea che coinvolga ogni cittadino, magari nel proprio tempo libero e immaginiamo che questo impegno produca un guadagno ovvero venga per esempio remunerato: (denaro; buoni di acquisto; riduzione tassa sui rifiuti, etc.)

Ciò produrrebbe vantaggi in cascata per ogni soggetto di una comunità, secondo un semplice processo:
- L’ente pubblico di riferimento ( es. il comune ) istituisce una raccolta ad incentivo.
- L’ente pubblico di riferimento dota il territorio di centri e dispositivi di raccolta.
- Il centro o il dispositivo di raccolta eroga valore economico a fronte del conferimento di un certo quantitativo di plastica. (denaro; buoni di acquisto; riduzione tassa sui rifiuti, etc.)
- Il cittadino elimina plastica dai luoghi pubblici
- Il cittadino conferisce il rifiuto negli appositi centri o dispositivi di raccolta e riceve in cambio il valore economico erogato.

Tale meccanismo, già presente in alcuni paesi UE, produce diversi vantaggi, gestionali e sociali, tra cui:
- Eliminare plastica dai luoghi pubblici con minori costi gestionali.
- Ripulire il territorio e mantenerlo tale costantemente.
- Miglioramenti nel processo di raccolta differenziata:
- Efficienza economica sul processo di raccolta dei rifiuti.
- Riduzione emissioni CO2 dal processo di raccolta differenziata ( derivante dal minor numero di viaggi dei mezzi interessati al trasporto).
- Coinvolgimento della cittadinanza che utilizza il proprio tempo libero in maniera costruttiva.

Tale processo non è fantascienza o utopia, esiste ed è perfettamente funzionante.
In diverse città e nella stessa Vasto esistono già dispositivi che erogano piccoli incentivi in cambio di rifiuti, ma in altri paesi dell’UE l’iniziativa va oltre.
Coinvolge attivamente il cittadino, come racconta il nostro Antonino Zappitelli ingegnere energetico e responsabile tecnico dello staff di 4Blue Solutions in materia di Energia e ambiente.
La mia stessa esperienza, racconta Antonino che ha passato diversi anni a Berlino studiando e aderendo a piattaforme ingegneristiche innovative, è stata constatare personalmente come abbandonando di proposito, a scopo dimostrativo, la lattina vuota di una bevanda su di una panchina, questa venisse immediatamente rimossa e riciclata.
Prelevata da un senza tetto, che girava per il parco dotato di un sacchetto nel quale raccoglieva vetro, plastica e lattine, è stata successivamente depositata nella più vicina postazione semiautomatica di smaltimento che eroga denaro in cambio di una certa quantità di materiale conferito. Praticamente un bancomat in cui non si inserisce una carta ma un rifiuto.


Il senza tetto si è procurato una piccola fonte di reddito, la lattina non si è dispersa nell’ambiente e in cascata si è prodotto ogni altro beneficio, ambientale, gestionale e sociale.
In definitiva la questione ambientale è un problema di tutti, produttori e consumatori, amministratori e politici, che può essere risolta solo con il coinvolgimento di ogni individuo, fisico e giuridico.

La cooperazione e la condivisione dei problemi e dei benefici deve essere la base di partenza per il cambio di paradigma che la nostra epoca esige.
Per fare questo è necessario alzare il livello di comunicazione e responsabilità utilizzando qualsiasi mezzo o linguaggio e anche l’arte, come dimostra il nuovo impegno dell’artista torinese Domenico Marino, può fare la sua parte.
Ambiente, Clean-Earth, Plastica, PlasticFree, tasse ad incentivo