ANGELO DI STRADA, l’arte come strumento del cambiamento

Angelo di Strada, l’opera di un artista torinese che mette al centro Ambiente e inclusione sociale.

La nostra sopravvivenza, come genere umano, è strettamente legata all’ambiente in cui viviamo e operiamo. I cambiamenti indotti a più livelli dalle nostre attività hanno prodotto risposte fisiche delle quali oggi iniziamo a vedere gli effetti.

Come più volte messo in evidenza da diversi settori della società, oggi più che mai, urge un cambiamento di modelli di vita. Un cambio di paradigma che deve coinvolgere tutte le attività umane a tutti i livelli, interessando ogni settore, economico e culturale.

Per fare questo ogni essere umano deve contribuire con il proprio impegno, in qualunque delle sue forme; e l’arte, tra le massime espressioni dell’intelletto umano, non fa eccezione, tanto che si sta ritagliando uno spazio, nel panorama della comunicazione, fondamentale per instillare quei concetti necessari al cambio di paradigma da adottare nel più breve tempo possibile.

L’artista torinese Domenico Marino, pittore di formazione, ha da tempo intuito questa necessità al punto che nel personale percorso di maturazione artistica ha voluto esprimere la sua visione di società inclusiva cimentandosi in una nuova forma di comunicazione, ad integrazione del suo bagaglio artistico.

Opera: “dopo la meditazione con la maestra Carla Perotti” di Domenico Marino

Dopo la realizzazione di dipinti in cui spesso mette al centro l’uomo con i propri pensieri, sogni e desideri, immergendoli in contesti in cui l’ambiente naturale fa continuamente da sfondo, si è concesso una divagazione nel campo delle installazioni artistiche.

Crea così Angelo di Strada

mosso dalla volontà di sensibilizzare le comunità cittadine, come quella in cui vive, al recupero di quei beni essenziali che scartati dopo il loro utilizzo, spesso ancora in condizioni di efficienza, finiscono nel ciclo dei rifiuti.

L’idea nasce nell’animo di Domenico quasi inconsciamente, in tempi non sospetti, quando, operaio poi impiegato e funzionario della più importate casa automobilistica torinese, incrocia, nelle mattine fredde ed invernali del capoluogo piemontese, persone, non solo senza fissa dimora, rovistare nei cassonetti municipali di RSU.

Nel tempo incontra persone che, a seguito delle periodiche crisi industriali che investono l’intera economia cittadina, subiscono cassa integrazione e licenziamenti e per far fronte all’indigenza economica si catapultano ai famosi “mercati generali”, dove in cambio di qualche migliaio di lire (l’equivalente di una decina di euro attuali) si adoperano nel carico e scarico di casse di merci per conto dei grossisti, fino a raccattare la merce deteriorata, gettata come scarto a lato di traboccanti cassonetti dell’immondizia, onde recuperare un po’ di frutta e verdura da riportare a casa al posto della spesa.

opera: “per Elna e Gustavo Rol” di Domenico Marino

Le emozioni di quegli anni spingono Domenico a mettere su tela quei colori e quelle forme che più di ogni cosa rappresentano gli stati d’animo di un artista lavoratore, immerso in una realtà economica in cui l’industria automobilistica tiene la barra trasportando con se ogni cosa fino a plasmare uomini e un’intera città.

Ma l’input definitivo, che dà il via alla maturazione dell’idea di “Angelo di Strada” arriva quando, frequentando alcune strutture assistenziali, in cui porta un po’ della sua arte, conosce una di quelle persone che a causa di quegli eventi, vissuti da Domenico fino a quel momento quasi da spettatore, ha perso tutto fino a ritrovarsi un “senza-tetto”.

Un uomo, arrivato a dormire per strada avvolto in cartoni recuperati di fortuna, dei quali ricorda con un tuffo al cuore il profumo, quando questi erano stati imballi alimentari per la pasta. Quella pastina, in particolare, che lo riportava ai gioiosi momenti dell’infanzia.

Opera: “Una vita ON” di Domenico Marino

Perché persone che hanno tutto, spesso più di quello che necessita, non possono fare qualcosa per chi è meno fortunato; E farlo direttamente, ogni singolo giorno? Senza aspettare che lo facciano altri al loro posto!

Come fare a coinvolgere ogni singolo essere umano ad aiutarne altri. Trasformare l’aiuto in una pratica quotidiana facendola diventare un’operazione intrinseca alla vita di tutti i giorni?

La soluzione si materializza nella mente dell’artista Domenico che immediatamente va ai quei cassonetti. Contenitori nei quali, costantemente, ogni singolo giorno, gettiamo cose che crediamo abbiano finito il loro ciclo di vita solo perché non sono più utili ai nostri interessi.

Angelo di Strada” prende così forma.

Un cassonetto; donatogli gentilmente dall’AMIAT di Torino e personalizzato in modo da facilitare l’accesso al suo contenuto.

Un paio di ali; fatte di cartone, lavorato con strappi e interventi pittorici a simboleggiare il disagio di chi è costretto ad usarlo come riparo, ma allo stesso momento quel custode invisibile che ognuno di noi spera sempre di avere accanto, soprattutto nel momento del bisogno. Il resto lo fanno la street-Art e soprattutto le persone.

Angelo di Strada

L’idea è quella di creare un contenitore, da integrare come arredo urbano nel contesto cittadino, che permetta la deposizione di oggetti, i quali anziché essere scartati e introdotti nel costoso ciclo di smaltimento, possono aiutare chiunque ne abbia necessità.

Capi di abbigliamento e prodotti per l’igiene in primis. Ma nulla vieta di introdurre qualsiasi tipo di prodotto. Oggetti che altri avrebbero difficoltà a procurarsi. Il tutto stipato in contenitori appositi, così da deporli e stoccarli ordinatamente. Ma soprattutto per dare la possibilità di aprire un dono, non prendere un rifiuto. Questo infatti è l’obiettivo intrinseco dell’opera di Domenico:

chiunque usufruisce di Angelo di Strada deve sentire di ricevere dono non un’elemosina. Se poi quello che trovi nel contenitore non fa per te lo lasci ordinatamente a disposizione di chi viene dopo.

Angelo di Strada entrerebbe così nella nostra vita quotidiana, alimentando quella coscienza umana da troppo tempo sopita nei meandri di un consumismo vorace e disattento; permeato del concetto di “usa e getta” che ci avvolge nella spirale disumana del “più consumi più produci più benessere crei”. Mai visione fu più nefasta!

Economia circolare

Si chiama così oggi, ma fino ad alcuni anni addietro era considerato solo un termine utilizzato dagli “ambientalisti”; Ghettizzando, con questo aggettivo, quelli che secondo alcuni osteggiavano il progresso, ma che in realtà avevano una visione lungimirante, intrisa di una cultura globale che ancora oggi fatica a diffondersi. Anche se i recenti episodi planetari, soprattutto quelli legati ai cambiamenti climatici, gli hanno impresso una notevole spinta.

Opera: “Non c’è mai pace per la guerra” di Domenico Marino

Noi di 4BlueSolutions preferiamo chiamarla Blue Economy, perché il progetto artistico di Domenico Marino si integra perfettamente con il segreto della natura.

Angelo di Strada ricopia quello che la natura fa da tempo immemore. Creando risorse per tutti, utilizzando ciò che il territorio dispone andando oltre il ciclo chiuso dei prodotti, permettendo a chiunque di non rimanere indietro. Tratta tutto e tutti come un sistema unico nel quale la cooperazione diventa lo strumento socio-economico di sviluppo globale.

L’installazione artistica di Domenico Marino, realizzata nel 2013, è stata esposta presso le Biblioteche Civiche Torinesi nel 2014 in occasione della mostra fotografica, dal tema ambiente e lavoro promossa da AMIAT.

Nel 2015 è stata oggetto di una esposizione a tema presso il comune di Pianezza (To) e sempre nello stesso comune ha “esordito”, se così si può dire, sul palcoscenico come rappresentazione teatrale.

L’AMIAT e il comune di Pianezza, nell’ambito delle loro manifestazioni, hanno immediatamente colto il messaggio lanciato dall’artista torinese, che oltre a sensibilizzare il contesto sociale ha inteso lanciare un suggerimento alle amministrazioni pubbliche, affinché valorizzino il più possibile quello che la società consumistica scarta, orientando le proprie politiche in ottica di Riutilizzo, Riciclo e Inclusione sociale.

Proprio in tal senso la stessa opera oggi stà cambiando pelle.

Angelo di Strada, infatti, dopo avere assolto brillantemente il proprio compito è già destinato a riciclarsi. Nella visione dell’artista la nuova missione sarà quella di ri-valorizzare gli oggetti che hanno dato vita all’installazione artistica, trasformandoli in altre opere.

Per ora si parte con le ali, che nelle intenzioni di Domenico dovrebbero diventare quelle di un nuovo Angelo illuminato di luce eterea. Una nuova opera, da donare ad una parrocchia torinese, che introduce un nuovo elemento, quello della luce, unendo in un “unicum” l’elemento quantistico con quello dell’energia nel senso Fisico e Spirituale del termine.

Dimostrando che anche l’arte, con l’intrinseco fermento intellettuale che la distingue, può essere parte attiva e fondamentale del cambiamento che sta caratterizzando il nostro prossimo futuro.

Arte & Ambiente

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