Impronta Ecologica, Impariamo dalle Lontre.
Ogni interazione con l’ambiente circostante influenza l’ecosistema, questa è la costante che dobbiamo imparare ad inserire nell’equazione della nostra esistenza. La terza legge della dinamica e la teoria del caos, con la sua massima “ il battito di ali di una farfalla a Pechino può provocare un uragano a New York”, mettono in evidenza proprio questo aspetto, del quale dobbiamo avere piena consapevolezza.
Trascurando questi principi le nostre società hanno creato non pochi danni all’ecosistema e oggi ne stiamo pagando il conto, l’ultimo rapporto del IPCC è stato categorico riguardo il perseverare di tale atteggiamento. Le nostre attività influenzano, e non poco, l’ecosistema, per cui rivedere l’approccio del nostro modo di agire è diventato imprescindibile.
Un esempio di come comportarsi, per gestire la nostra impronta ecologica, viene ancora una volta dalla natura, come previsto dalla Blue Economy.
Le Lontre quando si procurano il cibo migliorano l’ambiente.
A largo della British Columbia, in Canada, a sud del golfo dell’Alaska, i fondali marini sono coperti da una vasta prateria di Alghe della specie “ZOSTERA”, messa in pericolo dalle attività umane a causa dell’inquinamento derivante dagli scarichi industriali e dalla pesca praticata con metodi distruttivi.

La stessa zona è abitata da una specie di LONTRA che vive frequentando le praterie di zostera all’interno delle quali si aggira per procurarsi il cibo. Le Lontre , infatti, passano molto tempo in immersione alla ricerca di frutti di mare come le vongole , un alimento fondamentale nella loro alimentazione.
Uno studio pubblicato su Science ha messo in evidenza come le Lontre, a differenza di quanto fanno i loro competitor umani, quando cercano e prelevano le vongole di cui si nutrono lo fanno senza deturpare l’ambiente marino in cui pescano. al contrario contribuiscono alla suo miglioramento incrementando la crescita e il rafforzamento genetico delle piante acquatiche.
Le lontre, infatti, quando pescano le vongole imprimono dei buchi nel fondale, dove il rimescolamento sabbioso sembra incentivare la fioritura algale e la produzione di semi, mentre gli spazi vuoti creati scavando migliorano l’irraggiamento della luce e la deposizione dei semi favorendone l’attecchimento.

Tutto questo incentiva la crescita di nuove popolazioni di alghe migliorandone al contempo la diversità genetica che, si è evidenziato nello studio, rafforza la specie garantendone la sopravvivenza.
La ricerca è stata effettuata comparando le aree di prateria marina frequentate dalle Lontre con altre in cui la loro presenza era quasi nulla, in queste ultime i parametri ambientali e di salute sono risultati peggiori rispetto alle prime.
Imparare dalla natura per migliorare il futuro
Lo studio, oltre ad ampliare la comprensione delle dinamiche di interazione tra sistemi, apre la strada ad una nuova visione sulle strategie da adottare per la salvaguardia delle praterie algali. Le piante acquatiche, infatti, sono in grave pericolo in buona parte del globo e questo è un dato di grande rilevanza tenendo conto che sono essenziali per l’intero ecosistema; Esse assorbono enormi quantità di CO2, filtrano i contaminanti presenti nelle acque e creano habitat per intere specie ittiche, la loro scomparsa produrrebbe enormi problemi ambientali in cascata che investirebbero indirettamente anche la nostra specie.
L’esempio di gestione ambientale delle Lontre, anche se probabilmente inconscia, ma forse scritta in ancestrali imprinting genetici, dimostra come imparare a convivere in simbiosi con l’ambiente, del quale siamo parte integrante, produce benefici in cascata garantendo risorse continue insieme alla sopravvivenza di habitat e specie.