Microplastiche e Siliconi; La soluzione eco-compatibile di Naturebeads Ltd.

La presenza di inquinanti macroscopici e microscopici nell’ambiente è ormai argomento planetario da qualche decennio, anche se esperti, ecologi e mondo ambientalista ne indicavano il pericolo da più di mezzo secolo.

Notizia riportata su “La Domenica del Corriere” , storica rivista italiana fondata nel secolo scorso, in un articolo dell’ottobre 1964 denunciava che i corsi d’acqua, nei quali fino pochi anni prima ci si faceva il bagno l’estate, erano invase da rigagnoli di schiume maleodoranti, derivanti dagli scarichi incontrollati di abitazioni e neo industrie alle prese con lo sviluppo economico.

Microplastiche e Siliconi in cosmesi

Gel doccia, shampoo, saponi liquidi, dentifrici, creme solari e rossetti: Sono solo alcuni dei prodotti che utilizziamo tutti i giorni per l’igiene e la cosmesi e che contribuiscono in modo significativo all’inquinamento del nostro pianeta e del nostro corpo.

Molti di questi prodotti, infatti, contengono spesso a nostra insaputa micro particelle strutturali di plastica nascoste sotto sigle e nomi specifici: siliconi, PMMA; PET; PP; etc.

Questi composti, all’interno dei prodotti, hanno vari scopi: rendere lisce e morbide le superfici su cui vengono utilizzate, funzioni abrasive ed esfolianti.

Così rendono i capelli lisci, la pelle morbida o le labbra lucide, salvo poi finire per essere assorbite dalla nostra pelle recando danni alla salute.

PMMA; PET; PP; sono solo alcune delle sigle che celano l’uso di microplastiche in detergenti, cosmetici, dentifrici e prodotti per l’igiene.

Non solo Cosmesi

Ma non è solo la cosmesi ad essere interessata dall’utilizzo di microplastiche strutturali, queste sono utilizzate in qualsiasi settore industriale e civile. Si usano in pitture e colori, nella produzione del vetro, in particolare nel settore automobilistico, in paste abrasive e lubrificanti fino ai giochi per bambini. Anche i nostri Hobbies sono pregni di siliconi, plastiche e prodotti affini.

Le microplastiche industrialmente vengono aggiunte per migliorare le caratteristiche di alcuni prodotti:

Nelle vernici e nei rivestimenti sono utilizzate per aumentarne il contenuto solido, ridurre i COV ( Composti Organoci Volatili ) e  migliorarne l’applicabilità sulle superfici.

Conferiscono o migliorano la proprietà di alcune sostanze di cambiare la propria viscosità in seguito ad sollecitazioni meccaniche; Proprietà tecnicamente conosciuta come  tixotropia che consente, per esempio, di stendere strati di vernice più spessi fornendo elasticità e resistenza ai graffi.

Nella cosmesi il silicone viene ancora utilizzato come agente lisciante negli shampoo, mentre nell’industria ha largo impiego praticamente in tutti i settori compreso quello farmaceutico ( vedi Dimeticone ), tali usi contribuiscono ad una produzione annua mondiale di 2.4 milioni di ton. (fonte : 2015 Grand View Research, 2018)

Oggi sono esclusivamente prodotte dell’industria petrolifera

Tali caratteristiche sono tecnicamente indispensabili per molti prodotti ma necessitano, per la loro realizzazione, di polimeri derivanti esclusivamente da prodotti petrolchimici e siliconi preparati industrialmente, con notevole dispendio di energia ed altissimo impatto ambientale.

Le microplastiche si diffondono facilmente nell’ambiente e le vie di dispersione sono tra le più disparate: Vengono immesse nell’aria da impianti di aspirazione industriali; Riversate nei corsi d’acqua e nei mari da impianti di trattamento mal gestiti se non inesistenti; Finiscono nei terreni, anche coltivabili, provenienti da acque reflue non completamente trattate e utilizzate poi per l’irrigazione o come ammendanti.

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Oggi le microplastiche sono prodotte dall’industria pertolchimica con processi altamente inquinanti.

Ogni anno finiscono in mare circa 250.000 Ton di microplastiche.

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Dopo oltre mezzo secolo, in nome del progresso, nulla è cambiato.

Sono passati 58 anni da quell’articolo su “La Domenica del Corriere” e nulla è cambiato in meglio. Le parole magiche “progresso” e “ crescita” hanno prevalso su qualsiasi logica, compresa quella di una crescita e un progresso sostenibile.

Lungi dal criminalizzare lo sviluppo, che è alla base dell’evoluzione sociale umana, ma prendere atto che sia stato realizzato senza le debite valutazioni di impatto su ambiente e salute, compromettendo prosperità lungo termine, è doveroso; Così come è necessario prendere atto che non è più sensato perseguire gli stesi modelli.

Un modo diverso per fare le cose, garantendo la tutela del pianeta e della sua biodiversità, esiste, la natura lo fa già e il nuovo approccio sta nel conoscerla, studiarla ed imitarla.

Alcune aziende lungimiranti hanno già intrapreso questa strada con notevole successo, garantendo reddito diffuso e producendo notevoli opportunità in cascata.

Microplastiche di base, l’alternativa eco-compatibile esiste e arriva da Naturbeads Ltd

Una delle aziende che ha intuito la potenzialità del copiare quello che fa la natura è Naturbeads Ltd, un’azienda biochimica, con sede nel Regno Unito.

Nata come startup dell’esperienza e della lungimiranza di un gruppo di accademici coordinati dalla CEO Giovanna Laudisio, ha ingegnerizzato un processo tecnologico capace di produrre microsfere di cellulosa partendo da materia prima vegetale.

Quindi un prodotto base completamente rinnovabile, totalmente biodegradabile e ampiamente disponibile.

La materia prima vegetale è abbondante e sostenibile, produce ossigeno e occupazione green.

I vegetali di base, oltre ad essere presenti in abbondanza sul nostro pianeta, possono essere ricavati e prodotti da qualsiasi attività:

  • Recupero degli scarti di lavorazione dell’industria agroalimentare;
  • Recupero scarti attività agricole;
  • Manutenzione del territorio,
  • Coltivazione,

con innegabili vantaggi nella sfera occupazionale.

Una tecnologia nata studiando il modo di operare della natura.

La tecnologia per creare le microsfere di cellulosa è stata sviluppata presso l’Università di Bath dai professori Janet Scott e Davide Mattia, oggi co-fondatori di Naturbeads, del Centre for Sustainable Chemical Technologies nel 2017.

Le microparticelle “ Naturbead “, di forma sferica e caratteristiche superficiali  variabili, possono essere personalizzate per adattarsi a diverse caratteristiche, dalla durezza alla porosità fino alla chimica della superficie, mantenendo inalterata la loro caratteristica eco-compatibile. Questo permette loro di essere utilizzate in moltissime tipologie di prodotto, dai lubrificanti ai vetri fino ai cosmetici.

Le microfere Naturbead si candidano ad essere il sostituto ideale delle microplastiche di origine pertolchimica, renderanno i prodotti atossici e non inquinanti  lasciando inalterata la qualità degli stessi.

La loro biostruttura, inoltre, le rende di fatto il miglior esempio di Blue-Tecnology, quella tecnologia ispirata alla natura che se indagata e copiata migliora le attività umane rendendole ecocompatibili.

Un esempio, quello di Naturbead Ltd, da imitare per migliorare il futuro del nostro pianeta.

copiare la natura per cambiare radicalmente il modo di fare le cose è possibile.

Basta comprenderla ed imitarla. Naturbeads lo fa.

Ambiente, Microplastica, Ricerca

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