Tecniche agricole dall’esperienza dei Bombi.
I Bombi rosicchiano le piante per accelerarne la fioritura, un metodo che se copiato renderebbe le tecniche agricole più sostenibili.
I Bombi sono insetti simili alle api che vivono procurandosi nettare e polline dai fiori. Sostanze che stoccano all’interno dei magazzini nei loro alveari, mettendolo a disposizione di tutta la colonia.
Come le api necessitano di un continuo lavoro di ricerca dei fiori da cui trarre il proprio nutrimento garantendo la sopravvivenza della comunità.
Le risorse floreali però non sono perenni e si limitano alle stagioni temperate; inoltre la concorrenza di altri insetti contribuisce alla continua lotta per garantirsi cibo e riserve.
Per ovviare a questi inconvenienti i Bombi hanno elaborato alcune strategie che sembrano agevolare il loro lavoro rendendolo più produttivo; Questi insetti infatti hanno sviluppato la capacità di valutare attentamente le piante che visitano quando sono in cerca di nutrimento, tanto da saper riconoscere quelle più ricche di polline e nettare.
Inoltre per evitare di passare su un fiore già visitato lasciano su di essi dei poka-yoke odorosi in modo da riconoscerli anzitempo. Questo gli permette di non fare un doppio lavoro con inutile perdita di tempo
Una terza caratteristica, scoperta per caso e finora sconosciuta, ha letteralmente sorpreso gli scienziati. I bombi per aumentare la quantità di polline disponibile hanno escogitato un sistema ingegnoso: Rosicchiano le foglie delle piante da cui prelevano il nettare creando delle minuscole incisioni.
Questa pratica ha come conseguenza la stimolazione della fioritura, che sembra anticipare anche di due settimane. In questo modo i Bombi riescono ad incrementare il proprio “raccolto” garantendo maggiore materia prima per il loro sostentamento a parità di risorse e superficie occupata.
Questa scoperta apre una nuova ed innovativa opportunità per la nostra filiera agricola, mettendo a disposizione una pratica semplice ed economica.
Se opportunamente sperimentata ed applicata porterebbe molteplici vantaggi; dall’aumento della produzione dei raccolti a parità di terreno occupato, all’eliminazione dei prodotti chimici utilizzati come fertilizzante.
I benefici sarebbero notevoli, sia per la nostra salute che e per quella del pianeta che vedrebbe ridotta la quantità di CO2 emessa per la produzione di fertilizzanti di sintesi.