Orange Fiber

Anteprima in una nuova scheda

PaeseItalia
RegioneSicilia
CittàCatania
webhttp://orangefiber.it/
CategoriaManufacturing
AttivitàTessile; Bio-materiali;
N° Dipendentin.d.
Materia PrimaScarto filiera agroalimentare
Materia di scarton.d.
impronta ecologicaN.d.

L’azienda

1) Realtà

Profilo e nascita
Orange Fiber S.r.l. è un’azienda italiana con sede a Catania, nata con l’obiettivo di trasformare un sottoprodotto agro-industriale (il pastazzo degli agrumi) in materia prima tessile ad alto valore aggiunto. (1)
La genesi del progetto è frutto di una ricerca applicata avviata con il supporto del Politecnico di Milano (verifica di compatibilità della cellulosa di agrumi per uso tessile), con successivo sviluppo industriale e protezione IP tramite brevetto (deposito in Italia e successiva estensione internazionale). (2)

Cosa fa
L’azienda produce e/o abilita la produzione di filati e tessuti ottenuti da cellulosa estratta da scarti della spremitura degli agrumi. Il modello è el tipo “filiera/partnership”: parte delle fasi avvengono nel plant in Sicilia e una parte possono essere eseguite tramite partner industriali (conversione in fibra/filato e tessitura). (2)

Tecnologie adottate

  • Estrazione di cellulosa dal pastazzo (sottoprodotto della filiera del succo), con produzione di cellulosa in forma utilizzabile per la filatura. (2)
  • Partnership industriale con Lenzing: sviluppo di una fibra TENCEL™ (Lyocell) Limited Edition x Orange Fiber, composta da cellulosa da arancia + cellulosa da legno, prodotta con il noto processo Lyocell a ciclo chiuso tipico di TENCEL™ (dichiarazione sul sito Orange Fiber). (1)
  • In documentazione di settore (ADI Design Index) è citato anche l’uso di nanotecnologie per fissare oli essenziali ai tessuti (approccio “cosmetotessile/funzionale”); questo punto va considerato come “tecnologia/idea descritta in ambito premio/design” e non come standard di tutta la produzione. (3)

Quali problemi ambientali risolve o previene

  • Riduce la pressione su risorse primarie perché riutilizza uno scarto agro-industriale invece di richiedere coltivazioni dedicate o nuova materia prima vergine. (CFDA)
  • È un caso tipico di industrial symbiosis: uno scarto dell’agro-industria entra come input in un settore ad alto impatto (tessile/moda). (2)
  • L’azienda dichiara una scelta di localizzazione (produzione vicina/all’interno dell’impianto di spremitura) per ridurre logistica e gestione rifiuti. (1)

Eco-sostenibilità

Il processo di lavorazione Orange Fiber produce fibra tessile utilizzando un sottoprodotto derivante dall’industria agroalimentare che ogni anno produce, solo in Italia, 700.000 tonnellate di scarto.

Politiche e comportamenti ambientali (evidenze pubbliche)

  • Upcycling di sottoprodotti: Orange Fiber dichiara volumi di sottoprodotto recuperato e un obiettivo di scala (dato pubblicato nella pagina “Impact”). (1)
  • Benefici su deforestazione/uso legno: l’azienda quantifica un ordine di grandezza di alberi potenzialmente “risparmiati” rispetto a volumi equivalenti di “dissolving pulp” da legno (dato dichiarativo). (1)
  • Misurazione impatti: la stessa pagina “Impact” dichiara che il processo causa circa –40% di “climate change” (kg CO₂eq) rispetto a “profili medi” della produzione di cellulosa, quindi un risultato comparativo, non un’impronta assoluta. (1)

 “dissolving pulp”  letteralmente “pasta di legno chimica”
Questo termine si riferisce a una tecnica di produzione di fibre da legno attraverso il trattamento della polpa di legno con sostanze chimiche ( tipicamente idrossido di sodio e disolfuro di carbonio).
Il prodotto di scarto di tale trattamento si traduce in acque reflue e/o fanghi con alto potenziale inquinante per l’ambiente. .

Orange Fiber è costantemente coinvolta in molteplici iniziative di ricerca e miglioramento della sostenibilità nella filiera agroalimentare e tessile;

Certificazioni e riconoscimenti

  • In letteratura sul caso studio, viene citata la OEKO-TEX® Standard 100 come riferimento per requisiti su sostanze nocive/sicurezza prodotto (certificazione orientata alla sicurezza chimica del tessile, (2)
  • Orange Fiber è citata in report ONU/UNEP sulla circolarità tessile come esempio di materiale da scarti e come realtà passata da programmi/acceleratori (es. Fashion for Good). (circulareconomy.europa.eu)

Valori Etici

I valori etici di Orange Fiber sono basati sulla sostenibilità, l’innovazione e la qualità.

Il processo di produzione di Orange Fiber rispetta l’ambiente e riduce gli sprechi, contribuendo alla creazione di una realtà produttiva ed etica ed eco-sostenibile.

Orange Fiber si propone di offrire ai suoi clienti un prodotto di alta qualità, che unisce il comfort e la morbidezza della seta alla funzionalità e alla praticità del cotone contribuendo a limitare l’utilizzo di quest’ultimo essendo una fibra ad alto dispendio ecologico.

Orange Fiber, inoltre, tende ad essere un’azienda socialmente responsabile, che valorizza il territorio e le persone che vi lavorano, promuovendo la cultura e la tradizione dei luoghi in cui opera.

Elementi dichiarati e osservabili

  • Trasparenza di filiera e tracciabilità: l’azienda presenta il marchio/etichette dedicate per riconoscibilità al consumatore e comunica l’impegno su trasparenza e filiera “Made in Italy”. (OF)
  • Impostazione “impatto” e sensibilizzazione: Adesione agli obiettivi SDG dell’ONU, comunicazione e sensibilizzazione sul consumo consapevole. (OF)
  • Approccio industriale cooperativo (partnership tecniche e manifatturiere): partnership con Lenzing per la fibra e con tessiture/aziende italiane per sviluppare collezioni di tessuti. (OF)

Materia Prima

Input principale

  • Pastazzo di agrumi: residuo umido della produzione industriale di succo (semi, bucce, polpa residua). In letteratura sul caso Orange Fiber è indicato che può rappresentare circa il 60% del peso del frutto spremuto. (Iris)

Razionale “Blue Economy”
È un esempio coerente con Blue Economy perché valorizza un flusso “locale” e abbondante, riducendo costi ambientali di smaltimento e creando una filiera ad alto valore in prossimità della fonte (simbiosi industriale).


Prodotti di scarto:

Per natura di processo (estrazione/trasformazione) è ragionevole aspettarsi:

Acque di processo con carico organico e/o residui di additivi impiegati nelle fasi di estrazione/trasformazione (la letteratura sul caso cita l’uso di “additives” per ottenere cellulosa in polvere). (Iris)

Frazione solida residua non convertita in cellulosa (biomassa esausta).

Potenziali utilizzi dei prodotti di scarto

Se Orange Fiber (o i partner di filiera) volessero spingere ancora di più la logica Blue Economy, gli scarti secondari tipici della filiera agrumi/estrazione possono diventare ulteriori co-prodotti:

Valorizzazione biologica/energetica

  • Digestione anaerobica della biomassa residua → biogas/biometano + digestato (da gestire secondo normativa).
  • Compostaggio controllato → ammendanti (se compatibile con input/additivi e requisiti).

Valorizzazione chimica/biobased

  • Recupero di pectine e composti funzionali (flussi agrumi sono tradizionalmente idonei; richiede separazione e specifica linea impiantistica).
  • Recupero di oli essenziali (nei casi in cui è tecnicamente ed economicamente sensato), coerente con l’idea “cosmetotessile” citata in ambito ADI. (adi-design.org)

Valorizzazione materiale

  • Cariche/filler bio-based per biocompositi (es. pannelli, packaging) da frazione fibrosa residua, previa stabilizzazione e standardizzazione.


4Bs è un'iniziativa creata per unire le realtà della Blue Economy in un pianeta colorato di Blue.


Copyright 2022, For Blue Solutions. Tutti i diritti riservati. Powered by Miraize.