Cashmere etico e di qualità, un modello di produzione Blue-sostenibile è possibile.
Un sistema economico insostenibile
Che il nostro sistema economico non fosse etico e sostenibile, lo denunciavano da mezzo secolo in molti, esperti, ambientalisti, uomini di cultura e cittadini attenti alle dinamiche sociali. Che la sovrapproduzione, figlia di tale sistema economico fondato sulla filosofia “dell’usa e getta”, si sia rivelata dannosa, pure.
E che la globalizzazione ne avrebbe accentuato i problemi, creando dissesti socio economici a danno di molti e beneficio di pochi, lo si era capito ancor prima dell’avvio di tale processo. In maniera quasi visionaria Naomi Klein lanciò l’allarme nel suo best-seller “No Logo” ben 20 anni fa.
In nome dello sviluppo le nostre società hanno metabolizzato e accettato di tutto. Si è sostenuto che il progresso non si può fermare e che questo modello, con tutti i suoi difetti, ha comunque ridotto la povertà, creato posti di lavoro e ricchezza.
Ma la pletora degli effetti negativi di un sistema economico così concepito è stata volutamente appannata.
Un futuro compromesso
Continuando così è ormai chiaro che per le nostre comunità il futuro prossimo non sarà roseo. E gli eventi dell’ultimo decennio, con gli effetti del cambiamento climatico e le crisi socio-economiche ad esso connesse, lo stanno rimarcando a chiare lettere.
Ma esistono metodi alternativi?
La risposta è sì! Se abbiamo il coraggio di cambiare! Ma solo se rimettiamo al centro delle nostre iniziative le comunità, l’uomo e la casa comune – citando Papa Francesco.
La storia di un artista innamorato
Quella di Cristopher che produce capi tessili in Cashmere è uno degli esempi concreti di come le attività umane possono essere etiche ed eco-sostenibili.
Nato in Germania, ex musicista e impresario musicale, durante un viaggio in Mongolia conosce Enke, una ragazza del luogo cresciuta in una famiglia di pastori nomadi che diventerà poi sua moglie.
Durante i numerosi soggiorni nella comunità nomade dei parenti acquisiti ha modo di apprezzare il loro lavoro di pastori; Allevano prevalentemente capre della razza Hircus, tipiche di quella regione, dalle quali si ricava il cashmere, fibra tessile tra le più pregiate al mondo.
Col tempo Cristopher matura l’idea di valorizzare quel prodotto; crea un’impresa e inizia a produrre ed esportare cashmere. Analizza studia e approfondisce la cultura di quelle comunità. Intuisce che le caratteristiche uniche di quel tessuto non sono legate unicamente al pelo delle capre; Ma anche ad un ancestrale intreccio di conoscenze e misticità che mette in simbiosi, Uomo e ambiente, cultura e tradizioni.
Valorizzare la cultura; preservare l’ambiente
A differenza di altre iniziative, l’impresa di Cristopher nasce con l’idea di valorizzare non solo il prodotto ma anche il territorio e l’intera filiera. Si procura così la materia prima vergine (Lana prodotta a partire da circa 20000 capre) esclusivamente in Mongolia, acquistandola da piccole comunità di pastori nomadi che vivono ancora oggi una esistenza semplice, legata ai ritmi delle antiche transumanze, adottando gli stessi metodi che da generazioni garantiscono un prodotto di eccellenza.
La fibra di cashmere viene ricavata da un sottopelo della capra che gli permette, unitamente al pelo superficiale, di resistere agli inverni rigidi della zona, la tosatura degli animali, infatti, avviene esclusivamente in primavera inoltrata, nel periodo che tra aprile a maggio quando le temperature sono più miti. Esattamente come tramandato sin dalla notte dei tempi, senza stravolgere usanze, cultura e tradizioni.
La materia prima ottenuta viene poi trattata in una fabbrica della capitale della Mongolia, nella quale si procede alla cernita e alla pulitura. Anch’esse effettuate con metodi semiartigianali che seguono lo stile di lavorazione delle antiche manifatture.
La cosa giusta al posto giusto
Per ottenere un prodotto di estrema qualità la fase di finitura avviene a oltre 200 km di distanza.
A differenza della Mongolia, che vanta straordinari allevatori e un’eccellente materia prima, il Nepal ha i migliori tessitori del pianeta; Per i quali filare e tessere il cashmere è quasi un’arte sacra. Motivo per cui Cristopher trasferisce la materia prima a Katmandù. Dove in passato ha avuto modo di apprezzare le capacità di quella popolazione nell’arte della trasformazione della lana.
Filare e tessere a mano per i nepalesi è una tradizione ancestrale che viene eseguita con gli stessi ritmi che la loro cultura impone alle stesse vite, impregnate di spiritualità e in simbiosi con il mondo che li circonda.
Fabbriche etiche a misura di Uomo
Il cashmere grezzo viene filato in una fabbrica-laboratorio dove i collaboratori di Cristopher sono gli stessi da più di vent’anni. In questo periodo oltre ad essere passati dallo stato di lavoratori a cottimo a quello di salariati, sono diventati professionalmente i migliori artigiani filatori della zona.
Perché l’dea è: Non basta la sola materia prima ma è necessario anche un buon contesto per ottenere un ottimo prodotto.
Il Prodotto finale è uno dei migliori tessuti in cashmere al mondo e si distingue per la sua unicità a tal punto che ogni lotto è diverso dall’altro, perché filato miscelando sapientemente la tecnologia con l’artigianato.
Lavorare senza fretta
Il tempo ciclo per tessere una coperta è di ben 5 giorni utilizzando 3kg di cashmere
Il processo produttivo è sviluppato rispettando rigorosamente i tempi naturali che la lavorazione della lana richiede, nonché il tempo che un gruppo di artigiani, impiegano per colorare, tessere e rifinire il manufatto.
Artisti che grazie alla loro professionalità potrebbero tranquillamente mettersi in proprio aprendo un laboratorio, ma non lo fanno perché quella di Cristopher non è una fabbrica ma una comunità.

L’esperienza di questo produttore, dimostra che valorizzando culture, prodotti e territori si può creare e un prodotto commerciale etico ed eco-sostenibile, tale da produrre opportunità di lavoro in cascata nonché ricchezza diffusa a vantaggio dell’ambiente e delle comunità coinvolte;
Un esempio di percorso economico-imprenditoriale degno della migliore espressione di quello che deve essere il nuovo modello da perseguire, incentrato su una nuova visione possibile, un modello di Blue economy da imitare.